Le spese condominiali possono nascondere brutte sorprese per chi compra. Ecco come funzionano i millesimi, cosa dice l'art. 63 sulla responsabilità dell'acquirente e cosa controllare prima del rogito.

Quando si valuta l'acquisto di un appartamento, quasi tutti si concentrano sul prezzo, sulla zona, sulla metratura. Le spese condominiali? "Poi le chiedo all'agenzia". E invece andrebbero indagate prima di fare la proposta d'acquisto, perché possono riservare sorprese molto costose — soprattutto se il venditore non è in regola con i pagamenti.
Le spese ordinarie sono quelle che ricorrono ogni anno: pulizia scale, luce delle parti comuni, ascensore, assicurazione del fabbricato, compenso dell'amministratore, riscaldamento centralizzato dove c'è. Si approvano col bilancio annuale e raramente riservano sorprese.
Le spese straordinarie sono un'altra storia. Il rifacimento della facciata, la sostituzione del tetto, il cappotto termico, la nuova caldaia: interventi che possono costare decine di migliaia di euro per condomino e che richiedono una delibera assembleare apposita. La legge impone anche la costituzione di un fondo speciale obbligatorio pari all'importo dei lavori — altrimenti la delibera è nulla.
Il punto critico, quando si compra, è proprio questo: se l'assemblea ha deliberato un lavoro straordinario importante prima che voi acquistiate, potreste ritrovarvi a pagarne una parte. Tutto dipende da quando la delibera è stata presa e dal famoso articolo 63.
Ecco la norma che ogni acquirente dovrebbe conoscere a memoria. L'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile dice che chi compra un immobile in condominio è obbligato solidalmente col venditore per le spese dell'anno in corso e di quello precedente.
In parole povere: se il venditore non ha pagato le spese condominiali degli ultimi due esercizi, l'amministratore può chiedere quei soldi a voi. Avrete poi il diritto di rivalervi sul venditore, certo — ma provateci. Nel frattempo li avrete pagati di tasca vostra.
Per le spese più vecchie di due anni il problema è solo del venditore. Ma per le spese straordinarie il criterio non è quando i lavori vengono fatti, bensì quando l'assemblea li ha deliberati. Se la delibera per il rifacimento del tetto è di sei mesi prima del vostro acquisto, potreste essere chiamati a contribuire.
Ogni unità immobiliare ha una quota millesimale che rappresenta il suo "peso" rispetto al valore totale del condominio. Se il vostro appartamento ha 85 millesimi su 1.000, pagate l'8,5% delle spese comuni. I millesimi si calcolano sulla superficie e su coefficienti correttivi (piano, luminosità, esposizione) e sono riportati nelle tabelle millesimali.
Non tutte le spese si dividono allo stesso modo. Scale e ascensore, per esempio, seguono un criterio misto: metà in base al valore del piano e metà in proporzione all'altezza. Per i lastrici solari ad uso esclusivo, chi li usa paga un terzo e il resto si divide tra tutti i condomini sottostanti. Sono regole fissate dal Codice Civile (artt. 1124, 1125, 1126) e non possono essere modificate dal regolamento condominiale.
Prima del rogito, chiedete sempre che il venditore vi fornisca la liberatoria condominiale, cioè l'attestazione dell'amministratore che certifica lo stato dei pagamenti. Non è obbligatoria per legge, ma la richiedono quasi tutti i notai ed è la vostra migliore difesa contro debiti ereditati.
Costa tra i 30 e i 100 euro e vale ogni centesimo. Se il venditore si rifiuta di fornirla o tergiversa, è un campanello d'allarme che dovrebbe farvi riflettere seriamente.
Oltre alla liberatoria, fatevi dare i bilanci consuntivi degli ultimi due anni e i verbali delle ultime assemblee. Cercate soprattutto le delibere di spese straordinarie: se il condominio ha approvato il rifacimento della facciata per 200.000 euro, il vostro appartamento potrebbe doverne coprire 15.000-20.000. Meglio saperlo prima che dopo.
Controllate anche se ci sono liti pendenti — un condominio che fa causa a un costruttore o a un fornitore può avere costi legali rilevanti — e se esiste un fondo cassa. Sono informazioni che un buon agente immobiliare raccoglie prima ancora di proporvi l'immobile.
La media nazionale è circa 100 euro al mese, ma la variazione è enorme. Un piccolo condominio senza ascensore in un paese dell'Irpinia può costare 25-40 euro al mese. Un condominio con ascensore, riscaldamento centralizzato e portiere a Milano può superare i 300. I fattori chiave sono la presenza dell'ascensore (la manutenzione annuale costa 2.000-4.000 euro), il riscaldamento centralizzato e le dimensioni dell'edificio: più unità ci sono, più i costi fissi si diluiscono.
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